Esperienze di musicoterapia

Maggio 30, 2008

Paolo Caneva ci segnala un video nel quale viene riportata l’attività di musicoterapia svolta da Lucio Gallo, che è un musicoterapeuta che lavora nella struttura “Vitaresidence” di Guanzate (CO).

Lo proponiamo volentieri ai visitatori del nostro sito, anche perché le modalità sono molto simili a quelle adottate a Negrar dagli allievi del Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona, coordinati dal Maestro Caneva, con la differenza che al SUAP dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria alle realizzazioni musicali partecipano anche i familiari.


Il pranzo di Babette

Maggio 27, 2008

Oggi riprendiamo dopo aver saltato l’incontro di lunedì scorso.
Laura ha altri impegni e allora dobbiamo fare a meno del suo aiuto per qualche settimana.
Decidiamo di dedicarci alla lettura in gruppo e per farlo ci spostiamo all’aperto, immersi in folti cespugli di rose rosse.
C’è da scegliere tra “Il paese dei ciechi” di Wells e “Il pranzo di Babette” di Blixen. Le preferenze vanno al secondo e ci immergiamo subito a far la conoscenza di Martina e Filippa, del loro severo genitore e dei loro innamoramenti un po’ sfortunati.
L’atmosfera viene subito colta, ci fermiamo a immaginare gli ambienti, il paese di Berlevaag, le ansie e i sospiri delle due fanciulle, già incuriositi da come andrà a finire la vicenda. Tra l’altro, nessuno ha visto il film che ne è stato tratto e decidiamo di vederlo alla fine della lettura, per fare confronti e trarne riflessioni.
Alla fine dell’ora di lettura (che ci ha permesso di arrivare circa a metà della novella) ci siamo divertiti a percorrere un sentiero laterale suggerito da alcuni oggetti presenti nel racconto e che ormai appartengono al passato, per vedere chi li conoscesse o li ricordasse: i campanelli a corda, i busti, le stecche di balena, le carrozze, certi arredi…

Martedì prossimo si continua.


Parole, voci & gesti

Maggio 13, 2008

Parole, voci & gesti“: è questo il nome che abbiamo dato agli incontri di lettura e recitazione presentati oggi agli ospiti e loro familiari del SUAP (Speciale Unità di Accoglienza Permanente) dell’Ospedale S. Cuore - Don Calabria di Negrar (Vr).
Come già avvenuto per gli incontri di musica, lo scopo è innanzitutto quello di offrire ai familiari momenti di socializzazione e benessere; nello stesso tempo ci si propone, con le modalità del gioco, di fornire gli elementi di base della recitazione, fino a cimentarsi con un breve testo.
Gli incontri, a cadenza settimanale, sono programmati come introduzione fino al mese di giugno, per poi proseguire da settembre con un programma più strutturato e finalizzato alla produzione di una breve commedia.
Oggi, come un anticipazione del percorso che ci aspetta, sono state affrontate le varie modalità di articolazione del corso: la recita di brevissime commedie (alcune tragedie in due battute di Achille Campanile), l’improvvisazione, la gestualità, nelle quali si sono cimentati alcuni dei presenti. Tutti hanno affrontato, con impegno degno di miglior causa, il compito di trasmettere agli altri l’idea di un colore con la sola espressione del corpo. Veronica ha dimostrato una particolare abilità nel decifrare le mimiche; si sospetta che si sia accordata in precedenza con gli altri.
Ognuno ci ha messo impegno e ne ha tratto divertimento; chi è stato un po’ in disparte, sicuramente si farà vivo la prossima volta.
Abbiamo imparato a interpretare bene la punteggiatura, ci siamo inceppati sulle vocali aperte e chiuse, ci siamo alternati su una ipotetica panchina nel tentativo di respingere gli assalti di un seccatore, abbiamo trasportato per la sala pacchi inesistenti che vedevamo soltanto noi.
Abbiamo riso e ci siamo divertiti e ci sono tutte le premesse per tanti pomeriggi così.
Tutto questo è reso possibile dalla collaborazione di Laura Lisciandra, esperta attrice amatoriale, che ha accolto con entusiasmo il nostro invito, permettendoci di realizzare un’idea che da un po’ stavamo coltivando.

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Le “Tragedie in due battute” di Achille Campanile recitate oggi Leggi il seguito di questo post »


Grande festa. Poi pausa per Pasqua.

Marzo 15, 2008

marghe.jpgPer sottolineare l’aria di festa, usiamo come illustrazione questo disegno di Margherita.
E’ ancora piccola per fare volontariato, ma prima o poi si darà da fare…

Mercoledì 12 marzo 2008

Sara e Carlo hanno voluto chiudere il loro ciclo con una festa. E mai idea fu più felice.

Appena si è cominciato a sentire qualche accordo anche gli ospiti che non partecipano agli incontri si sono sistemati comodi nella sala, mentre dal bar adiacente affluiva gente, dapprima spinta dalla curiosità e poi così partecipe che qualcuno ci dava dentro facendo il coro.
Il programma - dalla intrigante Cucaracha, ai classici Quel mazzolin di fiori e Romagna mia, ai nostalgici In cerca di te e Un’ora sola ti vorrei, dal travolgente medley di twist ai divertenti Un bacio a mezzanotte e Però mi vuole bene del Quartetto Cetra - è stato molto apprezzato e ancor meglio eseguito.
Un gruppo di ragazzi (più ragazze, in verità…) è venuto a darci una mano e si è anche esibito in propri. Siamo sicuri che si rifaranno vivi.
Veronica ha diretto il notevole traffico di persone, ha intervistato i musicisti e i ragazzi e regolato i tempi del tutto.
Un’ora di divertimento e, innanzitutto, la riprova che basta poco - se ben guidati - per concedersi il piacere di fare musica insieme con strumenti semplici.
Adesso si sta fermi per un po’ mentre si studiano nuove iniziative e si aspetta di conoscere i nuovi musicisti.

Intanto, Buona Pasqua.


Un po’ di new age

Marzo 5, 2008

Lunedì 3 marzo 2008

030308.jpgOrmai si avvia alla fine anche il tirocinio di Carlo e Sara. Probabilmente ci sarà uno spettacolino mercoledì 12 marzo, e quindi i saluti.
Poi per Pasqua si sospende.
L’attività al piano terra, con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari, prosegue col solito ritmo e le modalità ormai sperimentate. E innanzitutto tanto entusiasmo.
I pazienti in riabilitazione questa volta sono stati portati giù, nella sala dove ci sono tutti gli strumenti.
I due musicisti si sono prodotti in una lunga ininterrotta performance creando atmosfere tipo new age alternando strumenti quali lo xilofono, un piccolo tamburello con sovrapposti dei piccoli tasti che producono un suono limpido e dolcissimo, il bastone della pioggia, l’ocean drum, la chitarra, il kantele (meglio conosciuto ormai come “orecchio”).
Le reazioni sono state moltlepici e di non facile lettura.
L. prima era indifferente, poi un po’ nervoso, ma tambureggiava seguendo il ritmo, infine si è risvegliato ed ha accompagnato con più partecipazione i musicisti.
E. è quello che ha avuto reazioni più evidenti: ha mosso i piedi, aperto la bocca come per cantare, socchiuso gli occhi e seguito Sara che suonava al suo fianco.