L’arpa celtica, i veli colorati e il kantele

Maggio 7, 2007

kantele.jpgOggi c’è solo Lorenza, ma non è da sola.
Ha portato la sua arpa celtica e ci invita ad ascoltarla lasciando andare i pensieri. E’ come il cinematografo: cieli con le nuvole che si inseguono, corse nei boschi, scogliere alte. Insomma tutto quello che uno strumento così evoca, qui in questa strana stanza di sconforti e allegrie.
Poi ci dà dei veli colorati, ci invita a disegnare l’aria con questi colori, ad alzarci e muoverci assieme.
Qualcuno lo fa, io ho solo voglia di tracciare spirali nell’aria.
Poi la magia. Tira fuori uno strumento mai visto, la cassa armonica piatta, la forma di un grande orecchio, un virgolone sonoro.
E’ il kantele, strumento finlandese. E’ accordato in modo tale che comunque si facciano vibrare le sue corde il suono che ne viene fuori è sempre armonioso e piacevole.
Invita ognuno di noi a suonarlo come ci viene, e lei si aggiunge con l’arpa: il risultato è strabiliante, commovente.
Sonorità nordiche, sfumature orientali, è un lento susseguirsi di note calde, calme, confortevoli.
E siamo noi a farlo. Nessuno avrebbe mai pensato, qualche settimana fa, di potere per qualche minuto suonare assieme a una professionista e tirar fuori anche qualcosa di gradevole.
La prossima volta quasi quasi mi porto dietro l’abito scuro…
Perfino il dottore è sceso nel virtuale golfo mistico e si è prodotto in acconci arpeggi. Sembrava l’intervallo della rai di una volta.
E alla fine un bel pezzo molto sostenuto per arpa e percussioni varie. Non eravamo come Mike Oldfield, però ci mancava poco.
Grazie, Lorenza.