Tamburi, xilofoni e peperoni

clownstrum.jpgQuando si discuteva sulla possibilità di realizzare con gli amici del Conservatorio gli incontri di musica, non è che le idee fossero molto chiare.
Quando si prospettava la possibilità di far suonare i pazienti o i loro familiari, ad esempio, non si capiva come ciò fosse possibile, dato per certo che forse solo qualcuno di loro sapesse suonare qualcosa.
Poi, mano a mano che gli incontri si succedono, si capisce che la cosa è possibile, anzi viene naturale. Il fatto è che quando si pensa a strumenti musicali si hanno sempre in mente quelli classici, dai quali non si riescono a tirar fuori suoni apprezzabili se non con un minimo di studio o esercizio.
Qui invece hanno fatto la loro comparsa strumenti inusitati, che a sfiorarli o percuoterli ti offrono suoni gradevoli, quali che siano le combinazioni di corde o tasti provate.
Così accade che chi ha difficoltà a stendere un braccio, o (più spesso) è pigro nel farlo, a vedere questi strumenti lo fa volentieri, nel tentativo di raggiungerlo e estrarne un suono, allungando quel braccio che non vuol saperne, articolando la mano. Certo, c’è sforzo, tensione, ma alla fine ci si riesce e ci si apre al sorriso. Poi magari le difficoltà ritornano, ma “quel” momento c’è stato e forse potrà tornare.
Tutto questo fa pensare a quanto sia facile trovare intorno a noi oggetti capaci di darci un suono, volendo anche di combinarsi tra loro e creare piccole armonie o quantomeno sequenze di suoni non sgradevoli.
Un aiuto a comprendere meglio questo concetto ci viene dalla “Vegetable orchestra“, della quale vi proponiamo un breve video.
Godetevelo, è puro divertimento.

Una Risposta a “Tamburi, xilofoni e peperoni”

  1. Zia Petunia Dice:

    Fantastico!

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