Oggi siamo tutti chiamati ad esibirci in modo inconsueto e sopra le righe.
Anzitutto Petra, che oggi è arrivata stravolta da un forte calo di pressione, ci munisce dei soliti – insoliti per noi – strumenti e ci fa entrare nel ritmo invitando alcuni di noi a percuotere lo strumento alla prima e terza battuta, altri alla seconda ed alla quarta.
Quando l’orchestra è ormai sicura, uno di noi al centro della sala si esibisce in un assolo con lo xilofono, e, come al solito, qualche musicista mancato produce melodie niente male. Quello che è stupefacente è però la capacità del gruppo di mantenere il ritmo, cosa impensabile qualche settimana fa.
A questo punto Petra introduce qualcosa di nuovo.
Chiama al centro due di noi: uno inventa un movimento, l’altro lo imita nel tempo scandito da una breve musica.
Successivamente inventiamo qualche passo di ballo: i più scatenati sono Valentina e Leonardo. Bella forza: insieme hanno un terzo dei nostri anni.
Alla fine siamo tutti un po’ accaldati e Petra, visibilmente meno pallida che all’arrivo, sorride e dice: “La musicoterapia fa bene anche a me!”
