Un contrattempo non ha permesso che oggi si tenesse l’ultimo incontro prima dell’interruzione estiva.
Sarebbe stato bello salutarsi, magari riandando con la memoria ai momenti particolari di questi mesi.
Non è certamente tempo di bilanci (in fondo abbiamo appena iniziato), ma è opportuno ripensare a quanto fatto – e in quali condizioni, con quali tempi, con quali mezzi – per elaborare i programmi per i mesi futuri.
L’esperienza vissuta con i pazienti in SVP e i loro familiari è stata molto particolare, certamente gratificante ma anche un po’ anomala.
I familiari hanno espresso il loro gradimento ed è stato a tutti evidente l’entusiasmo con cui hanno partecipato alle sedute. In questo caso il valore di opportunità di benessere che si è voluto dare all’attività corrisponde pienamente a quanto avvenuto.
Per altri versi (qui sta l’anomalia), l’intervento si è speso in una sola direzione senza poter liberare possibilità di intervento ben maggiori che pure si sono chiaramente intuite.
La sospensione delle attività (probabilmente fino a metà settembre) dovrà consentirci di elaborare interventi e strategie diversi, partendo proprio da quanto realizzato finora.
Sicuramente tutti gli attori coinvolti (musicisti, medici, operatori, volontari) dovranno confrontarsi nei modi più appropriati, ma può essere utile annotare gli aspetti da approfondire e ragionarci su nel frattempo.
Se ne elencano alcuni alla rinfusa, senza alcuna gerarchia:
- Mantenere per il reparto SVP le stesse modalità (1 incontro settimanale, 2 gruppi) oppure prevedere una diversa articolazione (gruppi più leggeri, solo i familiari, incontri individuali…);
- Prevedere interventi nei reparti (gravi cerebrolesioni, medicina fisica, riabilitazione…);
- Integrare la musicoterapia con altre discipline (arteterapia, teatro, clownerie…) sia per sperimentare diverse strategie di intervento, sia per avviare la costituzione di quella “bandalarga” che abbiamo in mente;
- Promuovere la conoscenza dell’attività specifica del Conservatorio organizzandon all’interno dell’ospedale eventi che permettano di far conoscere la musicoterapia a medici, operatori, pazienti, famiglie. Ad esempio, un ciclo di incontri dimostrativi (ai quali dare valenza di formazione per il personale) potrebbe consentire la conoscenza delle tecniche e dei musicisti in tirocinio.
Altri se ne potranno agguiungere.
Una prima riflessione potrà avvenire qui, su queste pagine, utilizzando i commenti a questo post.
Saranno contributi certamente preziosi per poi progettare senza dover partire da zero.
Buone vacanze a tutti.

Agosto 1, 2007 alle 9:02 am |
Purtroppo ho potuto solo “assaggiare” il vostro lavoro. Non posso che ribadire il mio senso di gratitudine per cio’ che state facendo. E’ un lavoro utile e che contribuisce a rasserenare un ambiente difficile!
Nella logica della gestione unitaria del nucleo paziente-familiare credo che le proposte avanzate per il prossimo autunno sono di grande interesse.
Ho in serbo anch’io qualcosa di interessante…ma ne parliamo a voce.
Grazie ancora e buone vacanze
Renato Avesani
Agosto 13, 2007 alle 12:56 pm |
Mi piace molto la “filosofia” che anima il vostro intervento. Sono d’accordo che l’iniziativa vada allargata anche ai reparti di degenza.
In questi ultimi proporrei di eliminare il più possibile i televisori! Perchè non usare della buona musica come sottofondo, sia per il benessere degli utenti ( pazienti e familiari) che degli operatori? ( filodiffusione?)
Grazie per il vostro lavoro
Gianfranco Rigoli
Settembre 9, 2007 alle 4:17 pm |
La proposta del Dr. Rigoli è certamente da tenere in considerazione, sia perché mira a incrementare le condizioni di benessere nel luogo di cura, sia perché si inserisce in una diversa e complessa strategia di intervento che riserva alle espressioni d’arte una funzione continua e non sporadica nel rapporto con i pazienti.