Come nel teatro Kabuki

kabuki.jpgE’ tutto molto diverso dalla precedente esperienza.
La suddivisione in gruppi più piccoli permette di realizzare attività compiute, anche se il tempo è minore.
In più i musicisti al lavoro sono tre, praticamente quanti i destinatari.
La partecipazione è intensa, soddisfatta.
Vengono ripetute le cose di lunedì scorso, con alcune varianti.
Marilena e Bertilla si alternano alla tastiera, e noi siamo invitati a suonare prima con percussioni e poi con strumenti a piastre o a corda.
Il risultato è gradevole, e mi richiama alla mente le musiche del teatro giapponese kabuki.
Infine, produciamo con le percussioni un tempo di valzer, sul quale prima ci mettiamo “Romagna mia”, poi “Il valzer delle candele” e infine “Sapore di sale”.
Con enorme, palpabile contentezza di tutti per la bella riuscita.
La prossima volta bisogna registrare tutto.

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