Si prosegue sulla linea degli incontri precedenti, e l’intesa è talmente affinata che tutti traggono piacere e soddisfazione dal suonare insieme.
Eseguiamo la canzone di Marilena (qui sotto un video molto artigianale, il testo e lo spartito), un blues con qualche sonorità honky tonky offerta da Bertilla, e sorprende la facilità con cui le persone presenti lo fanno proprio, con la stessa disinvoltura con la quale si lanciano su “Romagna mia” o “Finché la barca va”.
E dopo riconoscono tutti di stare molto meglio. L’obiettivo benessere anche per oggi è raggiunto.
Si azzarda perfino la proposta di suonare per gli altri ospiti, quasi un happening che coinvolga tutti.
Non solo: qualcuno propone anche momenti di lettura, magari integrata con la musica. Si può fare, ma servono volontari.
Impariamo a cantar
1.Impariamo a cantar
e se vuoi anche a suonar
col ritmo (tititi ta)
col ritmo (tititi ta)
2.Non mi chiedere il perché
sto suonando qui con te
col ritmo (tititi ta)
col ritmo (tititi ta)
3.Se tu vuoi riprovar
noi potremo riprovar col ritmo (tititi ta)
col ritmo (tititi ta)
Giornata buia.
Fuori saette, tuoni e grandine. Vento, acqua di traverso e pozzanghere infinite.
Un po’ troppo, ma proprio ci voleva per attenuare la siccità e abbassare la temperatura tropicale.
Ma non ha fatto bene solo ai campi: anche qui dentro oggi sembra che a buttare un semino (musicale) venga su di tutto e ormai i due gruppi sono entrati in competizione.
Lorenza ci invita a mettere assieme parole e musica e tirar fuori un motivo, senza aspettare che ce li procuri Paolo.
Nei tre quarti d’ora di ogni sessione si comincia a mormorare un motivo a bocca chiusa, Lorenza accenna qualche nota, qualcuno azzarda delle parole e una battuta dietro l’altra, incespicando, tornando indietro e cambiando qualcosa, il “pezzo” si abbozza, poi si delinea, infine prende corpo. Poi lo si canta un po’ sommessi e viene bene e allora ci si fa coraggio e si spinge con la voce.
Certo, sono piccole cose, a Sanremo non ci arriveranno. E però sono ancora una volta l’occasione per ognuno di uscire per un po’ dalle morse della realtà e scoprirsi capaci di inventare, fare assieme, concludere qualcosa che non si sarebbe mai immaginata di poter fare.