Maggio 13, 2008
“Parole, voci & gesti“: è questo il nome che abbiamo dato agli incontri di lettura e recitazione presentati oggi agli ospiti e loro familiari del SUAP (Speciale Unità di Accoglienza Permanente) dell’Ospedale S. Cuore – Don Calabria di Negrar (Vr).
Come già avvenuto per gli incontri di musica, lo scopo è innanzitutto quello di offrire ai familiari momenti di socializzazione e benessere; nello stesso tempo ci si propone, con le modalità del gioco, di fornire gli elementi di base della recitazione, fino a cimentarsi con un breve testo.
Gli incontri, a cadenza settimanale, sono programmati come introduzione fino al mese di giugno, per poi proseguire da settembre con un programma più strutturato e finalizzato alla produzione di una breve commedia.
Oggi, come un anticipazione del percorso che ci aspetta, sono state affrontate le varie modalità di articolazione del corso: la recita di brevissime commedie (alcune tragedie in due battute di Achille Campanile), l’improvvisazione, la gestualità, nelle quali si sono cimentati alcuni dei presenti. Tutti hanno affrontato, con impegno degno di miglior causa, il compito di trasmettere agli altri l’idea di un colore con la sola espressione del corpo. Veronica ha dimostrato una particolare abilità nel decifrare le mimiche; si sospetta che si sia accordata in precedenza con gli altri.
Ognuno ci ha messo impegno e ne ha tratto divertimento; chi è stato un po’ in disparte, sicuramente si farà vivo la prossima volta.
Abbiamo imparato a interpretare bene la punteggiatura, ci siamo inceppati sulle vocali aperte e chiuse, ci siamo alternati su una ipotetica panchina nel tentativo di respingere gli assalti di un seccatore, abbiamo trasportato per la sala pacchi inesistenti che vedevamo soltanto noi.
Abbiamo riso e ci siamo divertiti e ci sono tutte le premesse per tanti pomeriggi così.
Tutto questo è reso possibile dalla collaborazione di Laura Lisciandra, esperta attrice amatoriale, che ha accolto con entusiasmo il nostro invito, permettendoci di realizzare un’idea che da un po’ stavamo coltivando.
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Le “Tragedie in due battute” di Achille Campanile recitate oggi Leggi il seguito di questo post »
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Marzo 15, 2008
Per sottolineare l’aria di festa, usiamo come illustrazione questo disegno di Margherita.
E’ ancora piccola per fare volontariato, ma prima o poi si darà da fare…
Mercoledì 12 marzo 2008
Sara e Carlo hanno voluto chiudere il loro ciclo con una festa. E mai idea fu più felice.
Appena si è cominciato a sentire qualche accordo anche gli ospiti che non partecipano agli incontri si sono sistemati comodi nella sala, mentre dal bar adiacente affluiva gente, dapprima spinta dalla curiosità e poi così partecipe che qualcuno ci dava dentro facendo il coro.
Il programma – dalla intrigante Cucaracha, ai classici Quel mazzolin di fiori e Romagna mia, ai nostalgici In cerca di te e Un’ora sola ti vorrei, dal travolgente medley di twist ai divertenti Un bacio a mezzanotte e Però mi vuole bene del Quartetto Cetra – è stato molto apprezzato e ancor meglio eseguito.
Un gruppo di ragazzi (più ragazze, in verità…) è venuto a darci una mano e si è anche esibito in propri. Siamo sicuri che si rifaranno vivi.
Veronica ha diretto il notevole traffico di persone, ha intervistato i musicisti e i ragazzi e regolato i tempi del tutto.
Un’ora di divertimento e, innanzitutto, la riprova che basta poco – se ben guidati – per concedersi il piacere di fare musica insieme con strumenti semplici.
Adesso si sta fermi per un po’ mentre si studiano nuove iniziative e si aspetta di conoscere i nuovi musicisti.
Intanto, Buona Pasqua.
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Marzo 5, 2008
Lunedì 3 marzo 2008
Ormai si avvia alla fine anche il tirocinio di Carlo e Sara. Probabilmente ci sarà uno spettacolino mercoledì 12 marzo, e quindi i saluti.
Poi per Pasqua si sospende.
L’attività al piano terra, con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari, prosegue col solito ritmo e le modalità ormai sperimentate. E innanzitutto tanto entusiasmo.
I pazienti in riabilitazione questa volta sono stati portati giù, nella sala dove ci sono tutti gli strumenti.
I due musicisti si sono prodotti in una lunga ininterrotta performance creando atmosfere tipo new age alternando strumenti quali lo xilofono, un piccolo tamburello con sovrapposti dei piccoli tasti che producono un suono limpido e dolcissimo, il bastone della pioggia, l’ocean drum, la chitarra, il kantele (meglio conosciuto ormai come “orecchio”).
Le reazioni sono state moltlepici e di non facile lettura.
L. prima era indifferente, poi un po’ nervoso, ma tambureggiava seguendo il ritmo, infine si è risvegliato ed ha accompagnato con più partecipazione i musicisti.
E. è quello che ha avuto reazioni più evidenti: ha mosso i piedi, aperto la bocca come per cantare, socchiuso gli occhi e seguito Sara che suonava al suo fianco.
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Febbraio 28, 2008

Lunedì 25 febbraio 2008
Piano terra
Ormai è già un anno che i tirocinanti del Conservatorio Dall’Abaco di Verona tengono in piedi questi pomeriggi del lunedì all’Ospedale di Negrar.
L’attività prevalente si svolge con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari e amiamo definirla non musicoterapia ma più correttamente opportunità di benessere: sicuramente è uno spazio atteso, nel quale le persone scoprono delle attitudini ma sopratutto la voglia di stare insieme senza percorrere i frasari consueti del dolore e delle preoccupazioni che hanno in comune.
Partendo dal niente questo è già molto, ma obiettivamente è ancora poco. Specie considerando che molto altro si può fare: organizzare altri momenti simili nella settimana utilizzando dei volontari; organizzare sessioni di lettura; provare con momenti di recitazione.
Sono attività non difficili da mettere in piedi, ma per le quali è complicato reperire persone in numero tale da assicurare un servizio che duri nel tempo.
In fondo è l’obiettivo della “bandalarga” e prima o poi – speriamo prima – lanceremo altre iniziative per quel reparto ma anche per tutto l’ospedale.
Primo piano
Da dicembre 2007 si è riusciti a dedicare del tempo anche ad alcuni pazienti in riabilitazione.
Purtroppo la cadenza settimanale qui si dimostra ancora più insufficiente: sarebbe utile un rapporto più stretto e frequente, anche perché spesso sono dimessi prima che si riesca a stabilire un rapporto produttivo.
Con queste persone è più facile scorgere il profilo di un percorso possibile: L., per esempio, all’inizio della seduta ha lo sguardo assente, un po’ segue la musica battendo col piede, a tratti agita le maracas. Fa fatica a farsi capire, poi si trova un modo per dialogare fino a scambiarsi battute scherzose su Sanremo.
Se ne va contento, salutando con calore. Poi, sappiamo che durante la settimana sua moglie ha continuato a ripetergli le canzoni dell’incontro precedente.
Ci vorrebbe qualcuno che tenesse vivo il filo da un lunedì all’altro con interventi in reparto di animazione musicale, ma anche di altro tipo.
Bisogna pensarci.
Mentre lasciavamo la palestra un fisioterapista ci ha salutato dicendo: “dovreste venire tutti i giorni, è bello lavorare con una simile colonna sonora...”.
Eh, magari.
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Febbraio 18, 2008
Lunedì 4 febbraio 2008
E’ un po’ che non si riesce ad avere i gruppi completi, per cui si decide di passare da tre a due col risultato di avere più persone e più tempo. Forse è meglio.
In totale omaggio al Quartetto Cetra si riprende con “Un bacio a mezzanotte”, ma il divertimento arriva quando Sara propone “Però mi vuole bene”, uno dei cavalli di battaglia del famoso gruppo vocale. Carlo guida alla tastiera, mentre ad ognuno di noi viene dato uno strumento per tenere il tempo.
Qui le cose si complicano ma diventano anche molto più divertenti, perché ci si può dividere in due gruppi e “recitare” la canzone. Sicuramente diventerà uno dei cavalli di battaglia.
Poi si continua con i due pazienti in riabilitazione: si eseguono i loro artisti preferiti, un po’ accennano a seguire, e si dimostrano interessati e contenti.
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Però mi vuole bene
Lui mi vuol bene, tanto tanto bene
mi porta a spasso tutti i Venerdi’.
Giunti nel parco, dove c’e’ il laghetto,
lui continua a stringermi e a baciarmi con passione.
Ma quando siete sopra il ponticello
il tuo tesoro fior di ogni virtu’
con il pretesto di guardar di sotto,
spera sempre che tu cada giu’.
Pero’ mi vuole bene, tanto bene
pero’ mi vuole bene, tanto bene
mi vuole tanto bene, tanto ben,
bene da morir! la la…
Nel nostro nido noi viviam felici
lui mi corteggia come il primo di’.
Sempre gentile, sempre innamorato
lui continua a stringermi a baciarmi con passione.
Ma se ti lascia sola sola in casa
il tuo tesoro vuoi saper che fa
dopo aver chiuso tutte le finestre
in cucina lascia aperto il gassss!
Pero’ mi vuole bene, tanto bene
pero’ mi vuole bene, tanto bene
mi vuole tanto bene, tanto ben,
bene da morir! la la…
er festeggiare il mio compleanno
siamo a Parigi che felicita’
e a Plas de Ale sotto i cieli ligi
lui continua a stringermi a baciarmi con passione.
Ma stai attenta or ti vuol portare
sulla terrazza della Torre Eifel
beh che vuol dire cosa c’e’ di male
se mi porta sulla torre Eifeeeeeeeeeeeeeeeeeel!
Ma le voleva bene tanto bene
ma le voleva bene tanto bene
ma proprio tanto bene tanto ben
bene da morir.
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