E adesso pensiamo in grande

luglio 30, 2007

musictherapy1.pngUn contrattempo non ha permesso che oggi si tenesse l’ultimo incontro prima dell’interruzione estiva.
Sarebbe stato bello salutarsi, magari riandando con la memoria ai momenti particolari di questi mesi.
Non è certamente tempo di bilanci (in fondo abbiamo appena iniziato), ma è opportuno ripensare a quanto fatto – e in quali condizioni, con quali tempi, con quali mezzi – per elaborare i programmi per i mesi futuri.
L’esperienza vissuta con i pazienti in SVP e i loro familiari è stata molto particolare, certamente gratificante ma anche un po’ anomala.
I familiari hanno espresso il loro gradimento ed è stato a tutti evidente l’entusiasmo con cui hanno partecipato alle sedute. In questo caso il valore di opportunità di benessere che si è voluto dare all’attività corrisponde pienamente a quanto avvenuto.
Per altri versi (qui sta l’anomalia), l’intervento si è speso in una sola direzione senza poter liberare possibilità di intervento ben maggiori che pure si sono chiaramente intuite.
La sospensione delle attività (probabilmente fino a metà settembre) dovrà consentirci di elaborare interventi e strategie diversi, partendo proprio da quanto realizzato finora.
Sicuramente tutti gli attori coinvolti (musicisti, medici, operatori, volontari) dovranno confrontarsi nei modi più appropriati, ma può essere utile annotare gli aspetti da approfondire e ragionarci su nel frattempo.
Se ne elencano alcuni alla rinfusa, senza alcuna gerarchia:

  • Mantenere per il reparto SVP le stesse modalità (1 incontro settimanale, 2 gruppi) oppure prevedere una diversa articolazione (gruppi più leggeri, solo i familiari, incontri individuali…);
  • Prevedere interventi nei reparti (gravi cerebrolesioni, medicina fisica, riabilitazione…);
  • Integrare la musicoterapia con altre discipline (arteterapia, teatro, clownerie…) sia per sperimentare diverse strategie di intervento, sia per avviare la costituzione di quella “bandalarga” che abbiamo in mente;
  • Promuovere la conoscenza dell’attività specifica del Conservatorio organizzandon all’interno dell’ospedale  eventi che permettano di far conoscere la musicoterapia a medici, operatori, pazienti, famiglie. Ad esempio, un ciclo di incontri dimostrativi (ai quali dare valenza di formazione per il personale) potrebbe consentire la conoscenza delle tecniche e dei musicisti in tirocinio.

Altri se ne potranno agguiungere.
Una prima riflessione potrà avvenire qui, su queste pagine, utilizzando i commenti a questo post.
Saranno contributi certamente preziosi per poi progettare senza dover partire da zero.

Buone vacanze a tutti.


Il giornale e la Famiglia Addams

luglio 23, 2007

newspaper.pngOggi è il penultimo incontro prima di una breve pausa estiva.
Petra propone variazioni sul gioco dei nomi, ci invita a modulazioni diverse, a differenziarci, a incrociarci e sovrapporci. E la confusione che si temeva non c’è: l’armonia d’insieme è gradevole, segno che abbiamo imparato a misurare la nostra presenza e a rapportarci agli altri.
E anche questo è un risultato.
Raccontandoci di altre esperienze in contesti estremamente poveri, ci ha fatto sperimentare la possibilità di usare come strumenti degli oggetti di uso quotidiano, oltre che il nostro corpo.
L’esecuzione con fogli di giornale della sigla de “La Famiglia Addams”, e poi anche con le sole mani, è stato un godibilissimo momento di musica minima e la dimostrazione di come sia possibile fare musica insieme con mezzi limitati. Certo, un ensemble è ben altra cosa, ma anche nel godimento del gesto musicale vi sono livelli diversi e ognuno può godere di quello alla sua portata.
Anche oggi ci sono nuovi arrivi: si viene a vedere, a capire cosa si fa, si cede alla curiosità.
La sospensione, che interesserà il mese di agosto e parte di settembre, dovrà servire anche a studiare modalità e strumenti per articolare maggiormente gli interventi, magari creando gruppi meno numerosi e più omogenei, e perfino sperimentando interventi individuali anche in altri reparti.
Ora è questo il lavoro che ci attende.

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The Addams Family

They’re creepy and they’re kooky,
Mysterious and spooky,
They’re all together ooky,
The Addams Family.
Their house is a museum
Where people come to see ‘em
They really are a scream
The Addams Family.
(Neat) (Sweet) (Petite)
So get a witches shawl on
A broomstick you can crawl on
We’re gonna pay a call on
The Addams Family.


Sempre più complicato

luglio 16, 2007

dance.pngOggi siamo tutti chiamati ad esibirci in modo inconsueto e sopra le righe.
Anzitutto Petra, che oggi è arrivata stravolta da un forte calo di pressione, ci munisce dei soliti – insoliti per noi – strumenti e ci fa entrare nel ritmo invitando alcuni di noi a percuotere lo strumento alla prima e terza battuta, altri alla seconda ed alla quarta.
Quando l’orchestra è ormai sicura, uno di noi al centro della sala si esibisce in un assolo con lo xilofono, e, come al solito, qualche musicista mancato produce melodie niente male. Quello che è stupefacente è però la capacità del gruppo di mantenere il ritmo, cosa impensabile qualche settimana fa.
A questo punto Petra introduce qualcosa di nuovo.
Chiama al centro due di noi: uno inventa un movimento, l’altro lo imita nel tempo scandito da una breve musica.
Successivamente inventiamo qualche passo di ballo: i più scatenati sono Valentina e Leonardo. Bella forza: insieme hanno un terzo dei nostri anni.
Alla fine siamo tutti un po’ accaldati e Petra, visibilmente meno pallida che all’arrivo, sorride e dice: “La musicoterapia fa bene anche a me!”


La melodia dei nomi

luglio 9, 2007

nomi.pngOggi tutto il lavoro è dedicato ai nomi.
Lavoro…  In realtà Petra ci guida in una serie di canti-musica-giochi dove i protagonisti sono i nomi, i nomi loro e poi i nostri, nomi di battesimo o nomignoli affettuosi, cantati, accompagnati dalla musica o soltanto pronunciati con diverse intonazioni,  poi passati dall’uno all’altro cercando di mantenere l’intonazione originaria.
Nel nome ci siamo tutti noi, un filo sottile ma non troppo sembra farsi beffe dell’assenza e legare fra loro Petra,  i pazienti, i familiari, gli operatori, i volontari, la dolce e bella dottoressa venuta d’oltre oceano per vedere ed imparare: nomi lunghi con quattro tre due sillabe, nomi freddi del nord, caldi e profondi del sud.
Petra vorrebbe congedarci insegnandoci la canzone da lei composta, ma qualcuno chiede di chiudere nel solito modo con il canto consueto, quello scritto da Paolo per altri ma adatto a noi: la dolce Petra non sa dire di no, ma chiede sommessamente  e tuttavia con fermezza che la prossima volta cantiamo la sua canzone.


A ciascuno la sua strofa

luglio 2, 2007

pentagramma.jpgBell’idea quella di Petra, oggi. Anzi due.
Ha portato una canzone, da lei composta, la cui strofa può contenere di volta in volta il nome dei pazienti.
E’ semplice, scorrevole, facilmente cantabile; e infatti a noi viene richiesto poco, se non cantare e aggiungere al momento giusto dei discreti colpi di percussioni, per i quali a me tocca l’immane compito di dare il tempo. Non sempre la cosa è perfetta, ma nell’insieme funziona.
I familiari gradiscono molto; se magari si potesse disporre di un tempo adeguato da dedicare a ciascuno, con interventi personalizzati, sarebbe ancora meglio.
Per adesso però l’attività è impostata sul gruppo, ma non è detto che un domani non si possa fare. Con Paolo tempo fa se ne è parlato, c’è qualche problema da superare, ma forse dopo l’estate un qualcosa in quel senso si realizzerà.
La seconda idea che Petra ha messo in campo è stata quella di mettere le parole a On the go!, che avevamo ascoltato lunedì scorso: sono parole di commiato, da cantare a fine seduta, e una volta che l’avremo imparata tutta la useremo per salutarci.
E’ allegra e piena di energia, una cosa veramente simpatica.