E’ già un anno

febbraio 28, 2008

250208.jpg

Lunedì 25 febbraio 2008

Piano terra
Ormai è già un anno che i tirocinanti del Conservatorio Dall’Abaco di Verona tengono in piedi questi pomeriggi del lunedì all’Ospedale di Negrar.
L’attività prevalente si svolge con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari e amiamo definirla non musicoterapia ma più correttamente opportunità di benessere: sicuramente è uno spazio atteso, nel quale le persone scoprono delle attitudini ma sopratutto la voglia di stare insieme senza percorrere i frasari consueti del dolore e delle preoccupazioni che hanno in comune.
Partendo dal niente questo è già molto, ma obiettivamente è ancora poco. Specie considerando che molto altro si può fare: organizzare altri momenti simili nella settimana utilizzando dei volontari; organizzare sessioni di lettura; provare con momenti di recitazione.
Sono attività non difficili da mettere in piedi, ma per le quali è complicato reperire persone in numero tale da assicurare un servizio che duri nel tempo.
In fondo è l’obiettivo della “bandalarga” e prima o poi – speriamo prima – lanceremo altre iniziative per quel reparto ma anche per tutto l’ospedale.

Primo piano
Da dicembre 2007 si è riusciti a dedicare del tempo anche ad alcuni pazienti in riabilitazione.
Purtroppo la cadenza settimanale qui si dimostra ancora più insufficiente: sarebbe utile un rapporto più stretto e frequente, anche perché spesso sono dimessi prima che si riesca a stabilire un rapporto produttivo.
Con queste persone è più facile scorgere il profilo di un percorso possibile: L., per esempio, all’inizio della seduta ha lo sguardo assente, un po’ segue la musica battendo col piede, a tratti agita le maracas. Fa fatica a farsi capire, poi si trova un modo per dialogare fino a scambiarsi battute scherzose su Sanremo.
Se ne va contento, salutando con calore. Poi, sappiamo che durante la settimana sua moglie ha continuato a ripetergli le canzoni dell’incontro precedente.
Ci vorrebbe qualcuno che tenesse vivo il filo da un lunedì all’altro con interventi in reparto di animazione musicale, ma anche di altro tipo.
Bisogna pensarci.
Mentre lasciavamo la palestra un fisioterapista ci ha salutato dicendo: “dovreste venire tutti i giorni, è bello lavorare con una simile colonna sonora...”.
Eh, magari.


E via col Quartetto Cetra!…

febbraio 18, 2008

Lunedì 4 febbraio 2008

quartcetra.jpgE’ un po’ che non si riesce ad avere i gruppi completi, per cui si decide di passare da tre a due col risultato di avere più persone e più tempo. Forse è meglio.
In totale omaggio al Quartetto Cetra si riprende con “Un bacio a mezzanotte”, ma il divertimento arriva quando Sara propone “Però mi vuole bene”, uno dei cavalli di battaglia del famoso gruppo vocale. Carlo guida alla tastiera, mentre ad ognuno di noi viene dato uno strumento per tenere il tempo.
Qui le cose si complicano ma diventano anche molto più divertenti, perché ci si può dividere in due gruppi e “recitare” la canzone. Sicuramente diventerà uno dei cavalli di battaglia.
Poi si continua con i due pazienti in riabilitazione: si eseguono i loro artisti preferiti, un po’ accennano a seguire, e si dimostrano interessati e contenti.

………………………………………

Però mi vuole bene

Lui mi vuol bene, tanto tanto bene
mi porta a spasso tutti i Venerdi’.
Giunti nel parco, dove c’e’ il laghetto,
lui continua a stringermi e a baciarmi con passione.
Ma quando siete sopra il ponticello
il tuo tesoro fior di ogni virtu’
con il pretesto di guardar di sotto,
spera sempre che tu cada giu’.

Pero’ mi vuole bene, tanto bene
pero’ mi vuole bene, tanto bene
mi vuole tanto bene, tanto ben,
bene da morir! la la…

Nel nostro nido noi viviam felici
lui mi corteggia come il primo di’.
Sempre gentile, sempre innamorato
lui continua a stringermi a baciarmi con passione.
Ma se ti lascia sola sola in casa
il tuo tesoro vuoi saper che fa
dopo aver chiuso tutte le finestre
in cucina lascia aperto il gassss!

Pero’ mi vuole bene, tanto bene
pero’ mi vuole bene, tanto bene
mi vuole tanto bene, tanto ben,
bene da morir! la la…

er festeggiare il mio compleanno
siamo a Parigi che felicita’
e a Plas de Ale sotto i cieli ligi
lui continua a stringermi a baciarmi con passione.
Ma stai attenta or ti vuol portare
sulla terrazza della Torre Eifel
beh che vuol dire cosa c’e’ di male
se mi porta sulla torre Eifeeeeeeeeeeeeeeeeeel!

Ma le voleva bene tanto bene
ma le voleva bene tanto bene
ma proprio tanto bene tanto ben
bene da morir.


Anno nuovo, musica nuova

febbraio 1, 2008

chitarra.pngLunedì 28 gennaio 2008

Dopo la lunga pausa natalizia, finalmente si riprende.
Bertilla e Marilena hanno terminato il loro periodo di tirocinio e dal 21 gennaio sono con noi Sara e Carlo.
Questi avvicendamenti, che in altri ambienti potrebbero essere visti con qualche preoccupazione (non ci si conosce, bisogna affrontare dei cambiamenti…), qui sono vissuti come stimoli. Anzi, c’è curiosità nell’avvicinarsi a persone nuove e alle novità che portano.
E quindi non si cambia, ma semplicemente si continua in un altro modo…
Carlo alla tastiera e Sara con la magnifica voce trascinano i presenti ad accompagnare con gli strumenti prima, con la voce poi, il pezzo antico ma ancora godibile del quartetto Cetra: “Un bacio a mezzanotte”.
Maria aiuta Sara a fare la seconda voce, una parte difficile,che la prossima volta dovremo imparare tutti. L’accompagnamento in alcuni momenti è un po’ anarchico, ma ogni volta migliore.
Il secondo gruppo appare più pronto e preciso del primo: i tirocinanti ricorrono a qualche pezzo di rincalzo perché il programma viene svolto con anticipo sui tempi previsti.
Tutti sembrano gradire gli animatori, le proposte, l’atmosfera che si è creata: Sara fa come fuori programma un pezzo sudamericano visto che nessuno se ne va. Elda sorride quando Claudio segue con evidente interesse i movimenti delle persone ed i suoni prodotti dagli strumenti.
Già si prepara il programma per un nuovo spettacolo.

(dagli appunti di Margherita)

………………………………………..

Un bacio a mezzanotte

Non ti fidar
di un bacio a mezzanotte
se c’è la luna non ti fidar
perché perché
la luna a mezzanotte
riesce sempre a farti innamorar

on ti fidar di stelle galeotte
che invitano a volersi amar
mezzanotte per amar
mezzanotte per sognar
fantasticar

Ma come farò senza più amar
ma come farò senza baciar
ma come farò a non farmi tentar
luna luna tu
non mi guardar
luna luna tu
non curiosar
luna luna tu
non far la sentinella
ogni stella in ciel
parla al mio cuor
ogni stella in ciel
parla d’amor
ogni stella in ciel sarà
la mia stella
mezzanotte per amar
mezzanotte per sognar
fantasticar

on ti fidar
di un bacio a mezzanotte
se c’è la luna non ti fidar
perché perché
la luna a mezzanotte
riesce sempre a farti innamorar

on ti fidar di stelle galeotte
che invitano a volersi amar
mezzanotte per amar
mezzanotte per sognar
fantasticar