Grande festa. Poi pausa per Pasqua.

marzo 15, 2008

marghe.jpgPer sottolineare l’aria di festa, usiamo come illustrazione questo disegno di Margherita.
E’ ancora piccola per fare volontariato, ma prima o poi si darà da fare…

Mercoledì 12 marzo 2008

Sara e Carlo hanno voluto chiudere il loro ciclo con una festa. E mai idea fu più felice.

Appena si è cominciato a sentire qualche accordo anche gli ospiti che non partecipano agli incontri si sono sistemati comodi nella sala, mentre dal bar adiacente affluiva gente, dapprima spinta dalla curiosità e poi così partecipe che qualcuno ci dava dentro facendo il coro.
Il programma – dalla intrigante Cucaracha, ai classici Quel mazzolin di fiori e Romagna mia, ai nostalgici In cerca di te e Un’ora sola ti vorrei, dal travolgente medley di twist ai divertenti Un bacio a mezzanotte e Però mi vuole bene del Quartetto Cetra – è stato molto apprezzato e ancor meglio eseguito.
Un gruppo di ragazzi (più ragazze, in verità…) è venuto a darci una mano e si è anche esibito in propri. Siamo sicuri che si rifaranno vivi.
Veronica ha diretto il notevole traffico di persone, ha intervistato i musicisti e i ragazzi e regolato i tempi del tutto.
Un’ora di divertimento e, innanzitutto, la riprova che basta poco – se ben guidati – per concedersi il piacere di fare musica insieme con strumenti semplici.
Adesso si sta fermi per un po’ mentre si studiano nuove iniziative e si aspetta di conoscere i nuovi musicisti.

Intanto, Buona Pasqua.

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Un po’ di new age

marzo 5, 2008

Lunedì 3 marzo 2008

030308.jpgOrmai si avvia alla fine anche il tirocinio di Carlo e Sara. Probabilmente ci sarà uno spettacolino mercoledì 12 marzo, e quindi i saluti.
Poi per Pasqua si sospende.
L’attività al piano terra, con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari, prosegue col solito ritmo e le modalità ormai sperimentate. E innanzitutto tanto entusiasmo.
I pazienti in riabilitazione questa volta sono stati portati giù, nella sala dove ci sono tutti gli strumenti.
I due musicisti si sono prodotti in una lunga ininterrotta performance creando atmosfere tipo new age alternando strumenti quali lo xilofono, un piccolo tamburello con sovrapposti dei piccoli tasti che producono un suono limpido e dolcissimo, il bastone della pioggia, l’ocean drum, la chitarra, il kantele (meglio conosciuto ormai come “orecchio”).
Le reazioni sono state moltlepici e di non facile lettura.
L. prima era indifferente, poi un po’ nervoso, ma tambureggiava seguendo il ritmo, infine si è risvegliato ed ha accompagnato con più partecipazione i musicisti.
E. è quello che ha avuto reazioni più evidenti: ha mosso i piedi, aperto la bocca come per cantare, socchiuso gli occhi e seguito Sara che suonava al suo fianco.