Tra canti e danze, il repertorio è quasi completo

aprile 27, 2010

Sesto incontro pratico del nostro progetto. Siamo sempre un po’ in anticipo e, per frenare un po’ l’entusiasmo, mi fermo con Lidia al bar per controllare e rivedere quanto lei scrive e stampa perché ogni canzone abbia il suo spartito corretto. C’è sempre qualcosa da rivedere ma la voglia di fare non manca.
Arriviamo in sala musica verso le 15.10 e già Margherita e Laura stanno preparando la sala per lasciare un po’ di posto alle prove di danza che apriranno l’incontro di oggi per rallegrare, anche con un po’ di movimenti, la festa che andiamo a preparare.
Arrivati gli ospiti si inizia con i primi passi – destra sinistra avanti indietro – una danza e poi riprendiamo le canzoni più complicate di parole e musica: In pizz’’e cuddu monti, Montaignes Valdotaines, Lu bracciale. Si ripassano i nuovi stornelli inseriti (Per Te Sardegna, Quando saremo fora fora da la Valsugana, Paganella…) e cantiamo una dopo l’altra tutte le cante che ormai abbiamo imparato girando per l’Italia.
Qualcuna ha ancora bisogno di essere imparata bene, ma c’è tempo e buona volontà per questo. Anche questo incontro si è svolto bene, c’è stata partecipazione da quanti hanno trascorso con noi questo momento musicale, ci spiace un po’ per Claudio che quasi sempre deve uscire durante il nostro incontro perché si mette a piangere. La persona che l’accompagna ci dice che gli danno fastidio la musica troppo forte o i suoni acuti. Non so se potremo ovviare a questo e se è veramente questa la ragione delle lacrime. Questa è una nota dolente e vorrei superarla ma il tempo è sempre poco e vedrò di parlarne con Veronica quando rientrerà dalle vacanze.
Alle ore 16.40 ci salutiamo e ci diamo appuntamento a mercoledì 5 maggio (faremo un pensiero a Napoleone).

(Dal diario di Lino)

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Non solo i dialetti, anche il francese…

aprile 20, 2010

Con Lidia arrivo nella sala musicale e guardiamo quello che può essere il programma del giorno. Ripassiamo qualche musica particolarmente impegnativa e arrivano Margherita e Laura che si prodiga per far arrivare quanto prima gli ospiti per iniziare l’attività. Piano piano arrivano con gli accompagnatori e, dopo aver risposto ad alcune domande che Maria ci poneva, siamo pronti con le prime note che vanno a colorare una canzone in dialetto sardo della quale non so proprio la traduzione (spero riuscire a trovarla per la prossima volta).
Ci sforziamo anche con la lingua francese che ci accompagna per decantare le montagne della Val d’Aosta. Il più è fatto e cominciamo la passeggiata lungo lo stivale partendo dalla Sicilia per incontrare le varie regioni con le loro arie più significative. Il tempo passa veloce come le canzoni che cominciano a diventare familiari nella musica come nelle parole. Laura fa da supervisore e spero sia stata contenta del suo rientro nel gruppo; ci dice che Veronica non ci sarà neppure martedì prossimo ed io ne approfitto per chiedere se l’incontro del 4 aprile si potrebbe posticipare al 5.
Chiudiamo l’incontro con i saluti e l’offerta di un qualcosa al bar da parte dei parenti degli ospiti. Un grazie ma sarà per la prossima volta. Margherita, uscendo, dice che sarebbe il caso di affrontare anche qualche passo di danza oltre che al canto per ravvivare l’incontro e la festa, come era stato programmato fin dall’inizio.
O.K. e alla prossima.

(Dal diario di Lino)


Stornellando l’Italia

aprile 13, 2010

Quasi puntuali arrivano gli animatori e Lidia mostra e consegna il suo lavoro di trascrizione musicale per farne buon uso!
Veronica, raffreddata ma con ancora un po’ di voce, cerca di mettere ordine nel far arrivare in sala gli ospiti. Bepi è il primo e sembra anche abbastanza sveglio, poi piano piano arrivano gli altri. Cominciamo con il ripasso degli stornelli partendo dalla Sicilia e via verso il nord; verso le 15.50 ci siamo tutti: Lidia, Clemens, Veronica, gli ospiti Claudio, Fausto, Monica, Morena e Bepi ai quali vanno aggiunti i parenti che li seguono. Margherita è rimasta a casa a curare – speriamo – l’ultimo raffreddore stagionale.
Al completo il coro acquista forza e le regioni si attraversano velocemente con le note degli strumenti e con le nostre voci: dopo la Toscana tocchiamo tutte le regioni del nord compreso il lago che lo immaginiamo un “tocio” dove (tociar) intingere la polenta del Baldo. C’è un po’ da mettere ordine nelle pause e nei ritmi ma importante era presentare e affrontare le varie canzoni che ci accompagnano attraverso l’Italia. C’erano anche due ospiti, Alina e Maria, che si sono divertite e hanno rinforzato il nostro piccolo coro. Terminato l’incontro con “La prima cosa bella” (si era aperto con “Amici miei”) ci siamo detti arrivederci a martedi 20 aprile promettendo una maggior puntualità.
Verso la fine dell’incontro è arrivata anche Ottorina che ci ha avvertito che con la fine del mese la palestra, in fase di ristrutturazione, dovrebbe essere disponibile e si potrebbe quindi riproporre il momento di danza al gruppo degli ospiti. Ho anche chiesto se sono sempre disponibili i ragazzi/e del servizio civile per inserirli nella festa che stiamo preparando, dove potrebbero animare alcune canzoni con qualche danza semplice unendosi a qualche ospite per rendere la festa più partecipata e animata. Ottorina e Veronica mi hanno detto che la cosa è fattibile.
Grazie a tutti e arrivederci alla prossima.

(Dal diario di Lino)


Gli occhi di Morena

aprile 7, 2010

Ci ritroviamo dopo un bel po’ di tempo per riprendere la nostra attività musicale. Verso le 15.15 con Margherita e Lidia cerchiamo di preparare il programmino di oggi.
Veronica sta accompagnando in sala i pazienti, arriva Clemens con la chitarra, la Sig.ra Maria con Bepi e con calma tutti gli altri e cominciamo a risalire l’Italia con le canzoni dalla Sicilia fino alla Toscana. Sono stornelli che piacciono e rallegrano il nostro incontro. Piano piano dovremo mettere un po’ di ordine anche negli strumenti a percussione, ma per oggi era importante ricominciare con voglia e cantare assieme.
Lidia mi fa presente che per il suo tirocinio avrebbe bisogno di un po’ più di spazio per conoscere i pazienti, per vederli un po’ più da vicino mentre ora si dedica (e lo fa molto bene) alla tastiera per aiutarci a cantare e a insegnarci tempi e pause.
C’è un fatto che, sottolineato da alcuni parenti dei pazienti, va riferito: dopo aver cantato i vari stornelli e finita la carrellata con “Sull’Arno d’argento…”, Morena emetteva con la voce un suono e aveva gli occhi aperti, cosa, hanno detto, che normalmente non fa. Se questo è stato causato dai canti e dalla musica… continueremo a cantare con più impegno a cominciare dalla prossima volta: martedì 13 aprile.
Alle ore 17.45 concludiamo l’attività con “La prima cosa bella” e con un grazie.

(Dal diario di Lino)