Zucchero per Vinicio

gennaio 24, 2011

E’ il giorno di Vinicio che desidera rock. Viene proposto Zucchero con alcune sue canzoni; riserviamo uno spazio, che verrà sempre dato, alla musica classica: oggi siamo nella Rep. Ceca con la Moldava, e poi ascoltiamo le prime battute della V° di Beethoven.
Sembra che le cose vadano bene: tutto sta funzionando e gli strumenti rispondono e fanno la parte che è stata loro affidata. I tempi sono rispettati, viene proposta e illustrata la musica che viene ascoltata e vista (i video aiutano ad una maggior attenzione) con occhio-orecchio attenti.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=Wu1J6Pz28mw%5D


Destra-sinistra-avanti-indietro

maggio 5, 2010

Ore 15… manca ancora qualcuno, me compreso che arrivo con un po’ di ritardo ma in tempo per fotocopie, accordi per l’incontro, quattro “ciacole”con Margherita, Lidia, Clemens e Veronica (tornata dopo un po’ di ferie) che ci comunica di un nuovo periodo di stage-feriale-sabbatico, che andrà a cominciare con la prossima settimana e perciò sarà assente per i prossimi 2 o 3 incontri. C’è Laura che si da dà fare per l’ordine e la presenza dei pazienti con familiari e assistenti e inoltre ci accompagna con la sua voce e piano piano gli ospiti con le ormai immancabili Alina e Mariolina che si divertono a trascorrere con noi questo momento musicale.
Ho portato anche la fisarmonica e Lidia dice che potrebbe essere utile specie per accompagnare alcune canzoni e finalmente (ore 15.45) si comincia. Questa volta abbiamo dispensato anche gli strumenti a percussione per sottolineare maggiormente il tempo, ma dobbiamo dare delle indicazioni sul battere e sul non battere, comunque anche questo ha bisogno del suo tempo. Cantiamo volentieri e con il pianoforte, la chitarra, la fisarmonica, le percussioni, le voci formiamo un piccolo coro che si fa sentire e in parecchi si fermano ad ascoltare e a cantare qualche stornello.
Verso la fine, sotto la direzione di Margherita e con l’esperienza di Lidia, riprendiamo la danza della volta scorsa inserendo due nuovi passaggi (fondamentale rimane sempre:destra-sinistra-avanti-indietro che ormai ripete a voce alta anche Mariolina) che rendono più bello e allegro questo momento, tanto che arrivano le 16.45 e purtroppo bisogna andare.
Credo che per noi sia il grazie più bello, quello di vedere queste persone che resistono volentieri alle nostre provocazioni musicali fino alla fine senza stancarsi… anzi! (stavo tralasciando la scena che anche oggi si è ripetuta: dopo un po’ che cantiamo Claudio deve uscire perché spiace vederlo piangere…). Veronica ci comunica che in sua assenza dovrebbe partecipare agli incontri Ottorina; la festa di primavera che stiamo preparando dovrebbe svolgersi nella prima settimana di giugno e concluderebbe questi nostri incontri musicali.

(Dal diario di Lino)


Si riparte con l’esperienza musicale presso la struttura di Casa Perez a Negrar

gennaio 26, 2010

Dopo la festa di Natale, che ha dato soddisfazione a tutti i partecipanti, ci troviamo con Veronica, Ottorina, Laura, Margherita, Gianni ed io e condividiamo le idee: viene messa in memoria (per una prossima occasione) la proposta di una rappresentazione sul modello di quella di Natale (“La città dei fiori”), e ci impegniamo su una animazione rivolta a rispolverare le canzoni tradizionali italiane che rappresentano le regioni della nostra penisola con canzoni, con qualche danza e qualche poesia o scenetta particolare. L’idea è quella di partecipare con l’attività di animazione musicale alla ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per mercoledì 17 febbraio con il compito di ricerca svolto.

(Dal diario di Lino)


Iniziata l’attività 2009/20010

dicembre 3, 2009

Il primo mercoledì di novembre è ripresa l’attività di animazione musicale con pazienti e parenti del “repartino”.
Il gruppo comprende buona parte dei vecchi amici e qualche nuova ma già “fidelizzata” presenza.
Lino sceglie le canzoni, dirige i canti, suona alla tastiera, scrive le partiture per il flauto di Sophie e la chitarra di Clemens, due ragazzi tedeschi che stanno effettuando il servizio civile al “Don Calabria”.
La bravura dei due ragazzi dà supporto alle voci, ingentilisce le inevitabili sbavature dei cantanti  e dà un tocco di internazionalità al gruppo.
Altre giovani presenze, discrete ma utili, sono costituite da giovani che attualmente lavorano con Veronica, la vulcanica educatrice che coordina, suggerisce, anima.
Adesso stiamo preparando lo spettacolo di Natale,che è la rappresentazione tratta da una novella russa in cui recitano anche alcuni ospiti di casa Perez.
Il 17 dicembre ci sarà lo spettacolo nel bar del Nogarè: vi faremo sapere come è andata.


La ragazza con l’orecchino di perla

novembre 6, 2008

(Girl with a pearl earring), 2003
Regia: Peter Webber
Cast: Scarlett Johansson, Colin Firth, Tom Wilkinson
Dal romanzo di Tracy Chevalier.

rag_oreccAncora una volta la letteratura ispira il cinema e, nel caso dell’ormai celebre romanzo dell’americana Tracy Chevalier persino prima della pubblicazione.
L’immaginaria storia romantica e soave della pura e silenziosa tenerezza tra il pittore Jan Vermeer e la servetta Griet, ha fatto ormai il giro del mondo realizzando uno straordinario numero di vendite. A due anni dalla sua pubblicazione se ne ripropone la vicenda grazie alle immagini “dipinte” – è proprio il caso di dirlo – da Peter Webber.
Il regista inglese introduce immediatamente nelle atmosfere quotidiane che l’arte olandese del XVII riproduceva con fedeltà ed intensa compenetrazione. Rasserenano subito le prime inquadrature della paziente e lenta preparazione delle verdure di Griet, nel giorno della sua partenza per Delft, per andare a servire nella casa del pittore. È il 1665, l’inverno è alle porte e la vita nella casa dell’artista è dura e faticosa. I soli momenti di requie Griet li trova proprio nello studio quasi sospeso nel tempo, dove deve spolverare senza spostare neppure d’un millimetro gli oggetti. Il pittore olandese scopre in quella giovane silenziosa e seria, la sola persona della casa a comprendere i segreti dell’arte della composizione e del colore, e con lei costruirà un’insolita ma intensa corrispondenza di sensi e di intelletto.
Se non fosse perché per tutta la durata del film si ha la sensazione di trovarsi all’interno dei quadri del Maestro di Delft, il film sarebbe abbastanza noioso. In fondo la storia è quasi impercettibile, e se nel libro le parole riuscivano in qualche modo a sostenerne la mancanza, l’adattamento cinematografico ne mostra con maggior evidenza l’inesistenza. Oltre ad aver scelto un’interprete davvero straordinaria in Scarlett Johansson, che i silenzi della protagonista riesce a trasformare in dialoghi sommessi, Peter Webber gioca a ricostruire le opere degli artisti di quell’epoca definita l’Età dell’Oro dell’Olanda, lasciando che la luce delle candele o quella del giorno che i vetri piombati delle finestre lasciano entrare, si muova liberamente nascondendo o rivelando dolcemente gli interni ammobiliati con semplicità e le figure che vi si avvicendano.
Purtroppo non c’è altro, oltre alla composizione e alla luce sostenuta dalla fotografia di Eduardo Serra, al volto eloquente ed incisivo della Johansson e alla musica composta dal francese Alexandre Desplat, tutti elementi che però non riescono a rendere sufficientemente appassionante la pellicola.

Valeria Chiari
da: http://www.leonardo.it/


Si riprende con un matrimonio indiano

ottobre 29, 2008

La ripresa delle attività sta registrando qualche ritardo.
L’animazione musicale riprenderà a novembre, ma abbiamo trovato modo di rendere attivo un altro pomeriggio nella settimana – il mercoledì – che è dedicato alla proiezione di film.
Abbiamo iniziato con un film della regista indiana Mira Nair, molto gradito, che ci ha condotti in tradizioni e atmosfere di paesi lontani da noi, per scoprire che in fondo sono molte le cose che ci accomunano.

Matrimonio Indiano (Monsoon Wedding)
Cast: Naseeruddin Shah, Lillete Dubey, Shefali Shetty, Vijay Raaz, Tilotama Shome, Vasundhara Das, Parvin Dabas, Kulbhushan Kharbanda, Kamini Khanna, Rajat Kapoor
Regia: Mira Nair
Sceneggiatura: Sabrina Dhawan

La storia ruota attorno al matrimonio della figlia maggiore e da essa si dipanano vicende parallele e convergenti degli altri membri di questa numerosa e chiassosa famiglia.
Con un taglio da commedia romantica, Mira Nair descrive con mano significativa e una vaga vena poetica i dubbi sentimentali della giovane futura sposa, i disagi del padre (il bravissimo attore indiano Naseruddin Shah, un mito nel suo paese) alle prese con i preparativi per la festa, le ansie della madre, i problemi esistenziali della cugina alle prese con un passato che alla fine del film esploderà dirompente scardinando i solidissimi vincoli famigliari.
In quella che potrebbe sembrare una trama da soap opera di serie B, la regista indiana rivela tutta la sua maestria nell’innestare spunti di riflessione che vanno al di là dei comuni disagi adolescenziali o delle ansie della mezza età. Senza sussulti che compromettano il flusso narrativo, Mira Nair ci descrive un India ricca di contraddizioni. Ad un paese dove si gioca a golf e dove anche le cameriere sanno come si spedisce un e-mail, fa da contraltare un paese dove il black-out energetico è sempre dietro l’angolo e dove la censura è ancora una istituzione con la “I” maiuscola. Tipiche contraddizioni di uno dei paesi del mondo con uno sviluppo acceleratissimo e quindi, per forza di cose, distorto.
Ma “Monsoon Wedding” è soprattutto un film sui sentimenti fra i quali spicca fortissimo e prorompente l’amore della Nair per la sua terra, rappresentato dalle suggestive riprese della città al tramonto commentate solo dalla musica, prive di quell’abbondanza di parole che riempiono le altre scene con i suoi vivaci e coloriti personaggi; l’amore per i suoi connazionali descritto con le rumorose feste e con le sfrenate danze dai ritmi suadenti e coinvolgenti; l’amore per il suo popolo raffigurato nel masti “l’intossicante gusto per la vita” della gente indiana, dipinto in un trionfo di colori, rosso, arancio, giallo, che inebriano lo spettatore rendendo più che piacevole i 120 minuti della visione.

da: http://filmup.leonardo.it/


Esperienze di musicoterapia

maggio 30, 2008

Paolo Caneva ci segnala un video nel quale viene riportata l’attività di musicoterapia svolta da Lucio Gallo, che è un musicoterapeuta che lavora nella struttura “Vitaresidence” di Guanzate (CO).

Lo proponiamo volentieri ai visitatori del nostro sito, anche perché le modalità sono molto simili a quelle adottate a Negrar dagli allievi del Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona, coordinati dal Maestro Caneva, con la differenza che al SUAP dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria alle realizzazioni musicali partecipano anche i familiari.