Come nel teatro Kabuki

ottobre 29, 2007

kabuki.jpgE’ tutto molto diverso dalla precedente esperienza.
La suddivisione in gruppi più piccoli permette di realizzare attività compiute, anche se il tempo è minore.
In più i musicisti al lavoro sono tre, praticamente quanti i destinatari.
La partecipazione è intensa, soddisfatta.
Vengono ripetute le cose di lunedì scorso, con alcune varianti.
Marilena e Bertilla si alternano alla tastiera, e noi siamo invitati a suonare prima con percussioni e poi con strumenti a piastre o a corda.
Il risultato è gradevole, e mi richiama alla mente le musiche del teatro giapponese kabuki.
Infine, produciamo con le percussioni un tempo di valzer, sul quale prima ci mettiamo “Romagna mia”, poi “Il valzer delle candele” e infine “Sapore di sale”.
Con enorme, palpabile contentezza di tutti per la bella riuscita.
La prossima volta bisogna registrare tutto.

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Si riprende, con tante novità

ottobre 22, 2007

221007.jpgInizia il nuovo anno e siamo di nuovo qui, all’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar.
Ma ci sono molte cose nuove.
Paolo Alberto Caneva coordina i tirocinanti inviati dal Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona, ma stavolta sono due e non uno.
Si lavora con i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari, ma anche con soggetti del reparto di riabilitazione.
I gruppi SVP sono più piccoli, in modo da svolgere un lavoro più intenso e mirato.
Anche il blog dovrà trovare un suo nuovo modo di raccontare gli avvenimenti.
A questa giornata di avvio noi volontari non c’eravamo. Per fortuna hanno preso appunto le due tirocinanti, Marilena Dalla Riva e Bertilla Morini.
Benvenute!

Marilena

Ad ogni singolo assistente è stato dato uno strumento simile, in questo caso a membrana quindi tamburi, bongo… per avere lo stesso timbro.
Paolo ha lavorato sulla pulsazione e sul far acquisire al gruppo la stessa andatura.
Ha inserito anche delle pause per aumentare l’attenzione nell’esecuzione.
Successivamente ha insegnato un ostinato ritmico a tutto il gruppo.
Bertilla, alla tastiera ha improvvisato un giro di accordi e su questo tappeto sonoro ogni componente del gruppo ha suonato il modello dell’ostinato uno alla volta.
Continuando l’esecuzione Paolo ha proposto, ad ogni ospite, di improvvisare una piccola sequenza ritmica senza preoccuparsi del risultato.
Nella seconda parte della seduta si è iniziato l’esecuzione della canzone “Sapore di sale”.
Accompagnato alla tastiera il gruppo ha cantato tutta la canzone con partecipazione e gratificazione.
Ad ogni componente del gruppo successivo abbiamo dato uno strumento a piastre senza alcune note (il Si e il Fa, quindi abbiamo adoperato la scala pentafonica. Anche la lira a 7 corde è stata accordata così).
Su un ostinato ritmico e melodico ogni componente del gruppo ha improvvisato una sequenza melodica. Per due volte ogni persona ha suonato singolarmente.
Successivamente Paolo ha chiesto che ogni persona del gruppo suonasse contemporaneamente .
L’attività sonora è stato molto gratificante e positivo in quanto anche chi non aveva mai suonato uno strumento a piastre, ha ottenuto un risultato immediato.

Bertilla

Ospiti in SVP

All’inizio Marilena ed io ci siamo presentate brevemente ai familiari, abbiamo imparato i nomi degli ospiti e dei relativi accompagnatori.
Erano presenti il caposala Daniele e l’educatrice Veronica.
Paolo, il nostro Tutor, ha iniziato a distribuire alcuni strumenti a percussione e ha invitato gli accompagnatori a seguire le pulsazioni ritmiche che variavano a seconda del movimento della mano del conduttore. Si sono mostrati tutti attenti, partecipi e precisi nell’esecuzione con una certa padronanza degli strumenti assegnati.
La seconda fase dell’esercitazione ha previsto l’inserimento dei ritmi eseguiti rispettando la sequenza di accordi suonati alla tastiera da Paolo.
Come ultima proposta, per cantare e suonare tutti insieme, è stato pensato un classico di Gino Paoli “Sapore di sale”. Sono state distribuiti i testi, quindi abbiamo iniziato a cantare dapprima la strofa alcune volte per memorizzare le parole, quindi il ritornello con l’accompagnamento alla tastiera dalla sottoscritta e alla chitarra da Marilena, mentre il nostro tutor dirigeva il coro e le parti ritmiche con strumentini a percussione. E’ stato un successone!
Al secondo gruppo sono stati distribuiti alcuni strumenti (lira e strumenti a piastre adeguatamente preparati con le note DO, RE, MI, SOL, LA).
Paolo mi ha invitato ad eseguire con la tastiera un giro di accordi lento e, a turno, i partecipanti dapprima facevano un’improvvisazione, poi nell’ultimo giro suonavano tutti assieme contemporaneamente.
(Ho eseguito il classico giro di DO: DO, LA-, RE-7, SOL)
Nella seconda esercitazione ho cambiato la sequenza di accordi iniziando, su richiesta di Paolo, dal LA-. Così mi è venuto spontaneo suonare LA-, SOL, FA, MI, con il registro di STRING eseguendo il tutto molto lentamente.
Dopo alcuni giri ho sentito il bisogno di variare con delle appoggiature (sul sol) e accordo di quarta sul MI (come nota di passaggio).
Si è creata un’atmosfera magica, sembravamo un unico strumento e anche gli assoli s’inserivano alla perfezione come fossero stati pensati e scritti.
Anch’io ho provato un’emozione profonda, una sorta di soddisfazione e di pienezza che per un attimo riesce a colmare i vuoti dell’esistenza che ognuno ha e si porta dentro sé.
Mi sono sentita parte di loro, dentro le loro vite, come se mi avessero spalancato le porte e permesso di entrare nel loro dolore.
Alla fine della seduta abbiamo chiesto alcuni titoli di canzoni che vorrebbero cantare e suonare:

  • Il ragazzo della via Gluck
  • Carissimo Pinocchio
  • Le colline sono in fiore
  • Che sarà
  • Fin che la barca va
  • Albachiara

Nel reparto di Medicina Riabilitativa

R. è nata a Cologna Veneta nel 1976, è sposata e ha un bambino di dieci mesi.
E’ sempre assistita dai genitori, che sono in ospedale tutti i giorni.
Comprende ma ha una minima mobilità negli arti superiori.
Paolo ha provato ad appoggiarle il tamburo sulle ginocchia. Non riesce ad alzare la mano destra. Con la mano sinistra nuda non è riuscita a battere, ma con il battente messo fra le dita ha percosso. Visto che la cosa ha funzionato, Paolo ha dato anche alla mamma un tamburo e ha voluto che madre e figlia dialogassero attraverso i due strumenti.
Poi Paolo ha pensato di inserire i ritmi in una semplice canzoncina in dialetto veronese. Ha assegnato una piccola percussione al papà, ha imbracciato la chitarra e, cantando, ha invitato a suonare nelle pause. Rosita è parsa più attiva, divertita, ha abbozzato un sorriso e ha iniziato a seguire con la voce le parole della canzone man mano che veniva ripetuta.
Alla fine della seduta abbiamo chiesto la musica preferita di R.:

  • Laura Pausini
  • Nomadi
  • Nek

L. è nata in provincia di Trento, nel 1945. E’ in riabilitazione da fine settembre.
E’ venuta accompagnata dalla figlia e da un’amica.
Comprende, ma è chiusa in un proprio mondo. Spesso emette suoni, quasi vocalizzi nel registro medio, ma non parla.
Finchè abbiamo scambiato qualche parola con gli accompagnatori, Liliana ha emesso dei suoni, ha voluto un contatto con Paolo tenendolo per mano.
Abbiamo chiesto la musica preferita di L.:

  • Musica peruviana
  • Amedeo Minghi
  • Celine Dion
  • Andrea Bocelli
  • Canti di montagna
  • Canti religiosi